Thursday, 31 January 2008

io speriamo che me la cavo

Many years ago, perhaps when it was first published in 1990, someone gave me a copy of "Io speriamo che me la cavo", a collection of 70 essays written by primary school children from Arzano, a suburb of Napoli. They are an absolute delight, full of grammatical errors like that in the title. When I was first given it I struggled with the scraps of dialect and eventually gave up. When I spotted it on a second hand book stall this week I was very pleased to pick it up... and it has been making me laugh and laugh until I cry. I shall share one or two of my favourites. Alas they are kind of untranslateable, at least insofar as the richness of the language would be lost. So those of you who don't read Italian will, I'm afraid, just have to trust me.
Cavour, Garibaldi, Mazzini: quali tra questi personaggi del nostro Risorgimento preferisci, e perché?

Io preferisco Garibaldi perché è l'eroe dei due mondi, e così ora l'Italia non ha più vergogna di andare in America.
Garibaldi io lo so quello che fece. Lui partì da Quarto al Volturno, ma no Quarto qui vicino a Napoli una Quarto più lontano.
Fece come se fosse il giro d'Italia, fino a che non arrivò a Marsala. A Marsala trovò i borboni di Napoli e delle due Sicilie, e li sconfisse.
Erano 1000.
Si chiamavano I GARIBARDINI.
Erano 1000.
Essi vestivano tutti di rosso, come il Liverpul.
Poi salirano, salirano in Calabria. A Calabria incontrarano altri borboni di Napoli. E li sconfissero. E salirano ancora. Sali, sali, sali, arrivarano a Napoli, proprio dove stavano tutti i borboni di Napoli.
Come lo videro, fuggirono, fuggirono chi a Gaeta, chi a Ischia, chi a Frattamaggiore. Il re chiamò in aiuto i guappi della guapperia, ma i guappi come uscirano della galera, a Garibaldi lo facevano entrare meglio di prima, e intanto fecero i guappi più guappi di prima.
Quando Garibardi divenne re d'Italia, ai 1000 li fece diventare: a chi principe, a chi cavaliere, a chi onorevole. A quelli che avevano sparato male non so che li fece diventare, forse facchini.
This shows a splendid historical approach, as well as an image of the Garibaldian red shirt which will, I think, remain always with me. The children of Arzano also have a distinct stance on the north/south divide.
E' l'onomastico del babbo ed egli è lontano. Scrivigli ciò che ti detta il cuore.

Caro papà, oggi è il tuo onomastico, e io ti scrivo ciò che mi detta il cuore.
Caro papà, tu eri disoccupato, perciò sei andato a Torino! perché eri disoccupato! Tu a Torino non ci volevi andare, mi ricordo: dicevi che quella gente non ci poteva vedere, che il clima era una schifezza, la lingua una schifezza, il mangiare una schifezza, che tutti i torinesi erano una schifezza. Tu non ci volevi andare a Torino, mi ricordo, ma ci sei dovuto andare per forza. Poi ci hai scritto che non tutti erano una schifezza lassù, che due o tre pure si salvavano! Meno male, papà, così ora ci stiamo più sereni.
Oggi è il tuo onomastico, papà, e io ti scrivo cil che mi detta il cuore. Tu eri disoccupato, papà, perciò sei andato a Torino.
Ti voglio raccontare qualcosa che è successo in questi giorni. Ieri stavo solo con nonna, quando hanno bussato alla porta. Erano i Testimoni di Genova. io non li volevo far entrare, pensando che Genova sta vicino a Torino, ma nonna ha aperto lei la porta. ...
Caro papà, oggi è il tuo onomastico, e io ti scrivo ciò che mi detta il cuore. Io ti vorrei vicino a me, qui a casa non si capisce niente, mamma e Taniello si appiccicano [litigano] sempre e le galline se ne scappano sotto al tavolo. Io dico sempre: beato a te che stai a Torino!
Like many of the others, these essays are very repetitive, but this rather adds to their poetic quality I think. I might share with you some of those on football another day.

7 comments:

Albert Herring said...

Come il Liverpul? Porca miseria, che nun se ssa cos'é er vero Garibaldi Red?

ginkers said...

You have brought back some fond memories, I was living in Italy when this book came out! A classic.

ursus arctos said...

I am literally in tears.

It's a good thing that the office is relatively empty today, or they would be coming to see if I had finally lost it.

Somewhere on the net is one of those flash text generators that lets one produce one's own "witty" Liverpool supporters flag. If and when I find it mine will say:

I GARIBARDINI

SIAMO 1000

LIVERPUL PER SEMPRE

Antonio G said...

This would go down well in my house. La Franca is from Salemi, which, briefly was Italy's capital during Garibaldi's invasion of Sicily and she has lots of school pictures of her and classmates all in red on "Garibaldi Day".

And of course the bairn thinks he's scouse, so winners all around.

punk said...

un classico!era molto divertente quel libro.

Guido said...

Well...I am glad that Torino is not totally a 'schifezza'!

bernardlion said...

I testimoni di Genova! Fantastico!!!